{"id":266,"date":"2017-08-11T14:57:17","date_gmt":"2017-08-11T12:57:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ortopiccante.it\/site\/?p=266"},"modified":"2018-06-23T10:01:06","modified_gmt":"2018-06-23T08:01:06","slug":"impariamo-a-fertilizzare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ortopiccante.it\/site\/impariamo-a-fertilizzare\/","title":{"rendered":"Impariamo a Fertilizzare"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-top-bottom-right\"><a href=\"https:\/\/www.ortopiccante.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/266?print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.ortopiccante.it\/site\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png\" alt=\"image_pdf\" title=\"Visualizza PDF\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/www.ortopiccante.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/266?print=print\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-print\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.ortopiccante.it\/site\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/print.png\" alt=\"image_print\" title=\"Stampa contenuto\" \/><\/a><\/div><p>Tratto dal libro \u201cIl mondo delle orchidee\u201d di Dorothy Morgan nozioni importanti per tutte le piante e concetti base di fertilizzazione.<\/p>\n<p>Nella coltivazione usiamo spesso i fertilizzanti, nella speranza di ottenere piante pi\u00f9 rigogliose. Ma di norma non sappiamo perch\u00e8 fertilizziamo, se \u00e8 davvero utile fertilizzare e spesso non sappiamo neppure cosa stiamo usando come fertilizzante e la sua reale composizione. Questi fertilizzanti hanno una sigla (N.K.P.), per molti di noi misteriosa.<\/p>\n<p><em>Cos&#8217;\u00e8 la nutrizione delle piante?<\/em><\/p>\n<p>Le piante usano minerali inorganici per la nutrizione, sia che crescano in natura che in un vaso. Complesse interazioni, coinvolgenti la disgrezione delle rocce legata al tempo, la decomposizione del materiale organico, l&#8217;attivit\u00e0 di animali e microbi, formano i minerali inorganici nel suolo. Le radici assorbono i nutrienti minerali come ioni nell&#8217;acqua del suolo. Molti fattori influenzano la captazione nutriva per le piante. Gli ioni possono essere rapidamente disponibili per le radici o possono essere legati da altri elementi o dal suolo stesso. Suoli troppo alti nel pH (alcalini) o troppo bassi (acidi) rendono indisponibili i minerali alla pianta.<\/p>\n<p><em>Fertilit\u00e0 o nutrizione<\/em><\/p>\n<p>Il termine &#8220;fertilit\u00e0&#8221; si riferisce all&#8217;intrinseca capacit\u00e0 del suolo a supplire i nutrienti alle piante in adeguate quantit\u00e0 ed in appropriate proporzioni.<br \/>\nIl termine &#8220;nutrizione&#8221; si riferisce ai passi interconnessi coi quali un organismo vivente assimila cibo e lo usa per la crescita e per il ricambio dei tessuti. In precedenza, la crescita delle piante era pensata in termini di fertilit\u00e0 del suolo o di quanto fertilizzante dovesse essere aggiunto per aumentare i livelli del suolo in elementi minerali. L&#8217;uso di substrati senza suolo e le aumentate ricerche sulle culture nutrienti ed idroponiche, come pure l&#8217;avanzare delle analisi dei tessuti delle piante, hanno portato ad una pi\u00f9 larga comprensione della nutrizione delle piante. Nutrizione delle piante \u00e8 un termine che tiene conto dell&#8217;interrelazione degli elementi minerali nel suolo o nelle soluzioni senza suolo, come il loro ruolo nella crescita delle piante. Queste interrelazioni coinvolgono un complesso equilibrio di elementi minerali essenziali e benefici per un&#8217;ottimale crescita della pianta.<\/p>\n<p><strong><em>Essenziale o benefico<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Il termine <em>elemento minerale essenziale<\/em> ( o nutriente minerale) fu proposto da Arnon e Stout ( 1939). Essi concludevano che tre criteri devono essere incontrati affinch\u00e8 un elemento possa essere considerato essenziale. Questi criteri sono:<\/p>\n<ol>\n<li>Una pianta deve essere incapace di completare il suo ciclo vitale in assenza di quell&#8217;elemento minerale.<\/li>\n<li>La funzione dell&#8217;elemento non pu\u00f2 essere rimpiazzata da un altro elemento minerale.<\/li>\n<li>L&#8217;elemento deve essere direttamente coinvolto nel metabolismo della pianta.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Questi criteri sono linee guida importanti per la nutrizione delle piante, ma escludono gli elementi minerali benefici. Gli elementi benefici sono quelli che possono compensare gli effetti tossici di altri elementi o possono rimpiazzare nutrienti minerali in qualche altra funzione meno specifica, come il mantenimento della pressione osmotica. L&#8217;omissione di nutrienti benefici in prodotti commerciali pu\u00f2 significare che le piante non vengano cresciute al loro potenziale genetico ottimale, ma siano meramente prodotte ad un livello di sussistenza.<br \/>\nQuesta discussione sulla nutrizione delle piante include sia gli elementi minerali essenziali che quelli benefici.<\/p>\n<p><strong><em>Cosa sono gli elementi minerali?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Attualmente 20 elementi minerali sono considerati necessari oppure benefici per la crescita della pianta. <strong>Carbone<\/strong> (C), <strong>idrogeno<\/strong> (H), ed <strong>ossigeno<\/strong> (O) sono forniti dall&#8217;aria. I sei <em>macronutrienti<\/em>, <strong>azoto <\/strong>(N), <strong>fosforo<\/strong> (P), <strong>potassio<\/strong> (K), <strong>calcio<\/strong> (Ca), <strong>magnesio<\/strong> (Mg), e <strong>zolfo<\/strong> (S) sono richiesti in grande quantit\u00e0 dalla pianta. Il resto degli elementi \u00e8 richiesto invece in tracce ( <em>micronutrienti<\/em>). Elementi traccia essenziali includono <strong>boro<\/strong> (B), <strong>cloro <\/strong>(Cl), <strong>rame<\/strong> (Cu), <strong>ferro<\/strong> (Fe), <strong>manganese <\/strong>(Mn), <strong>sodio<\/strong> (Na), <strong>zinco<\/strong> (Zn), <strong>molibdeno<\/strong> (Mo), e <strong>nickel <\/strong>(Ni). Elementi traccia benefici includono <strong>silicio<\/strong> (Si) e <strong>cobalto <\/strong>(Co). Gli elementi benefici non vengono giudicati essenziali per tutte le piante, ma possono esserlo per alcune. La distinzione tra benefico ed essenziale \u00e8 spesso difficile nel caso di alcuni elementi traccia. Il cobalto per esempio \u00e8 essenziale per la fissazione dell&#8217;azoto nei legumi. Pu\u00f2 anche inibire la formazione di etilene ed estendere la vita delle rose recise. Il silicio, depositato nelle pareti cellulari, incrementa la resistenza al calore ed alla siccit\u00e0 ed aumenta la resistenza agli insetti ed alle infezioni fungine. Il silicio, agendo come elemento benefico, pu\u00f2 aiutare a compensare livelli tossici di manganese, ferro, fosforo ed alluminio, come pure la deficenza di zinco. Un pi\u00f9 olistico approccio alla nutrizione delle piante non dovrebbe essere limitata ai nutrienti essenziali, ma dovrebbe includere elementi minerali a livelli benefici per ottenere una crescita ottimale. Con lo sviluppo della chimica analitica e l&#8217;abilit\u00e0 di eliminare contaminanti nelle culture nutrienti, la lista degli elementi essenziali potrebbe aumentare nel futuro.<\/p>\n<p><strong><em>Gli elementi minerali nella produzione di piante<\/em><\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;uso di suolo per la produzione in serra era comune prima del 1960. Oggi pochi coltivatori usano ancora suolo nei loro substrati. Il grosso della produzione \u00e8 in substrati senza suolo. I substrati senza suolo devono provvedere supporto, aerazione, nutrienti e ritenzione di umidit\u00e0 come f\u00e0 il suolo, ma l&#8217;aggiunta di fertilizzanti o nutrienti \u00e8 differente. Molti misti senza suolo hanno magnesio, fosforo, zolfo, azoto, potassio ed alcuni micronutrienti incorporati come fertilizzanti pre-impianto. Azoto e potassio devono comunque essere applicati al raccolto durante la produzione. Difficolt\u00e0 nell&#8217;ottenere un misto omogeneo usando fertilizzanti pre-impianto pu\u00f2 spesso risultare in un incostante raccolto ed in un possibile livello di nutrienti tossici o deficienti. Substrati senza suolo, che richiedano addizione di micro e macro-nutrienti applicati come liquido durante la crescita del raccolto, possono attualmente dare al coltivatore pi\u00f9 controllo del suo raccolto. Per raggiungere la massima produzione, il coltivatore pu\u00f2 aggiustare i livelli di nutrienti per compensare altri fattori ambientali durante la stagione di crescita. L&#8217;assorbimento degli ioni minerali \u00e8 dipendente da un numero di fattori oltre che dalle condizioni del tempo. Questo include la capacit\u00e0 di scambio cationico o CEC ( Cation Exchange Capacity) ed il pH o quantit\u00e0 relativa di idrogeno (H) o ioni idrossili (OH) del medium di crescita, e la alcalinit\u00e0 totale dell&#8217;acqua di irrigazione.<\/p>\n<p><em>CEC o capacit\u00e0 di scambio cationico.<\/em><br \/>\nLa capacita di scambio cationico si riferisce all&#8217;abilit\u00e0 del medium di crescita di trattenere nella sua struttura elementi minerali scambiabili. Questi cationi includono azoto, potassio, calcio, magnesio, ferro, manganese, zinco e rame. Torba e misti contenenti bark, segatura, ed altri materiali organici hanno tutti un certo livello di capacit\u00e0 di scambio cationico.<\/p>\n<p><em>pH: che significa?<\/em><br \/>\nIl termine pH si riferisce all&#8217;alcalinit\u00e0 o all&#8217;acidit\u00e0 di una soluzione acquosa di un substrato di crescita. Questa soluzione consiste di elementi minerali dissolti forma ionica in acqua. La reazione di questa soluzione se \u00e8 acida o alcalina avr\u00e0 un marcato effetto sulla disponibilit\u00e0 degli elementi minerali alle radici delle piante.Quando c&#8217;\u00e8 una maggior quantit\u00e0 di ioni idrogeno H+ la soluzione sar\u00e0 acida ( pH minore di 7.0). Se ci sono pi\u00f9 ioni idrossilici OH- la soluzione sar\u00e0 alcalina ( pH maggiore di 7.0). Un equilibrio di ioni idrogeno e idrossilici porta a suoli a pH neutri ( =7.0). Il range per la maggior parte delle culture \u00e8 tra 5.5 e 6.2, o leggermente pi\u00f9 acida. Questo crea il livello medio pi\u00f9 grande di disponibilit\u00e0 per tutti i nutrienti essenziali alla pianta. Fluttuazioni estreme di pH pi\u00f9 alto o pi\u00f9 basso possono causare deficenza o tossicit\u00e0 dei nutrienti.<\/p>\n<p><em>Gli elementi della completa nutrizione delle piante<\/em>.<br \/>\nQuella che segue \u00e8 una breve linea guida del ruolo <em>d<\/em>ei nutrienti minerali essenziali e benefici che sono cruciali per la crescita. Eliminate qualcuno di questi elementi, e le piante mostreranno anormalit\u00e0 di crescita, sintomi da deficenza, o possono non riprodursi normalmente.<\/p>\n<p><strong><em>Macronutrienti<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>AZOTO<\/strong>: \u00e8 un componentemaggiore di proteine, ormoni, clorofilla, vitamine ed enzimi essenziali per la vita delle piante. Il metabolismo dell&#8217;azoto \u00e8 un fattore importante nella crescita dello stelo e delle foglie ( crescita vegetativa). Troppo, pu\u00f2 ritardare la fioritura e la fruttificazione. Sua carenza, pu\u00f2 ridurre la resa, causa ingiallimento delle foglie e crescita stentata.<\/p>\n<p><strong>FOSFORO<\/strong>: \u00e8 necessario per la germinazione dei semi, la fotosintesi, la formazione proteica, e quasi tutti gli aspetti della crescita e del metabolismo nelle piante. E&#8217; essenziale per la formazione del fiore e del frutto. Un pH basso ( meno di 4) determina che il fosforo \u00e8 chimicamente bloccato nei suoli organici. Sintomi di sua deficenza sono fusti e foglie porpora; la maturit\u00e0 e la crescita sono ritardate. La produzione di frutti e fiori \u00e8 scarsa. Pu\u00f2 determinare la caduta prematura dei frutti e dei fiori. Il fosforo deve essere applicato vicino alle radici della pianta affinch\u00e8 la pianta lo utilizzi. Grandi applicazioni di fosforo senza adeguati livelli di zinco possono causare una deficenza di zinco.<\/p>\n<p><strong>POTASSIO<\/strong>: \u00e8 necessario per la formazione di zuccheri, amidi, carboidrati, sintesi proteica e divisione cellulare nelle radici ed in altre parti della pianta. Aiuta ad aggiustare l&#8217;equilibrio idrico, migliora la rigidit\u00e0 della stelo e la resistenza al freddo, aumenta il profumo ed il colore in culture di frutta e vegetali, aumenta il contenuto in olio dei frutti ed \u00e8 importante per le culture ricche di foglie. Sue carenze determinano basse rese, foglie chiazzate, macchiate o arricciate, con un aspetto di scottato e bruciato nelle foglie.<\/p>\n<p><strong>ZOLFO<\/strong>: \u00e8 un componente strutturale degli amminoacidi, delle proteine, delle vitamine e degli enzimi ed \u00e8 essenziale per produrre clorofilla. Impartisce gusto a molti vegetali. La sua carenza si manifesta con foglie verde chiaro. Lo zolfo \u00e8 rapidamente perso dai suoli per dilavamento e deve essere applicato con una formula nutriente. Alcune acque possono contenere zolfo.<\/p>\n<p><strong>MAGNESIO<\/strong>: \u00e8 un componente strutturale critico della molecola della clorofilla ed \u00e8 necessario per il funzionamento degli enzimi della pianta per produrre carboidrati, zuccheri e grassi. E&#8217; usato per la formazione di frutta e noci ed \u00e8 essenziale per la germinazione dei semi. Piante carenti in magnesio appaiono clorotiche, mostrano ingiallimento tra le vene delle vecchie foglie; le foglie possono cadere. Il magnesio \u00e8 dilavato dall&#8217;innaffiamento e deve essere supplito quando si nutre. Pu\u00f2 essere applicato come spray foliare per correggerne le deficienze.<\/p>\n<p><strong>CALCIO<\/strong>: attiva gli enzimi, \u00e8 un componente strutturale delle pareti cellulari, influenza il movimento d&#8217;acqua nelle cellule ed \u00e8 necessario per la crescita e la divisione cellulare. Alcune piante devono avere calcio per captare azoto ed altri minerali. Il calcio \u00e8 facilmente dilavato. Il calcio, una volta depositato nei tessuti della pianta \u00e8 immobile ( non traslocabile) cosicch\u00e8 vi deve essere un suo costante apporto per la crescita. La sua carenza causa arresto della nuova crescita dello stelo, fiori e radici. Sintomi di carenza di calcio vanno da una nuova crescita distorta a macchie nere su foglie e frutti. Possono apparire margini gialli.<\/p>\n<p><strong><em>Micronutrienti<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>FERRO<\/strong>: \u00e8 necessario per molte funzioni enzimatiche e come catalizzatore per la sintesi della clorofilla. E&#8217; essenziale per le parti giovani in crescita della pianta. Sintomi di carenza di ferro sono un colore pallido delle giovani foglie, seguite da un ingiallimento delle foglie e delle larghe vene. Il ferro \u00e8 perso dal dilavamento ed \u00e8 trattenuto nelle porzioni pi\u00f9 basse della struttura del suolo. Sotto condizioni di alto pH ( alcalino) il ferro \u00e8 reso indisponibile per le piante. Quando i suoli sono alcalini, il ferro pu\u00f2 esere abbondante, ma non disponibile. Applicazioni di una formula nutriente acida contenente ferro chelato, in forma solubile, dovrebbe correggere il problema.<\/p>\n<p><strong>MANGANESE<\/strong>: \u00e8 coinvolto in attivit\u00e0 enzimatica per la fotosintesi, la respirazione ed il metabolismo azotato. Una sua carenza nelle foglie giovani si mostra come una rete di vene verdi su di un fondo verde chiaro, simile ad una deficienza di ferro. In stadi avanzati le parti verde chiaro diventano bianche, e le foglie sono perse. Macchie brunastre, nere, o grigiastre possono apparire vicino alle vene. In suoli neutri o alcalini le piante spesso mostrano sintomi di deficienza di manganese. In suoli altamente acidi, il manganese pu\u00f2 essere cos\u00ec disponibile al punto da risultare tossico.<\/p>\n<p><strong>BORO<\/strong>: \u00e8 necessario per la formazione della parete cellulare, per l&#8217;integrit\u00e0 di membrana, per la captazione del calcio, e pu\u00f2 essere utile nella traslocazione degli zuccheri. Il boro ha effetto su almeno 16 funzioni nelle piante. Queste funzioni comprendono la fioritura, la germinazione del polline, la fruttificazione, la divisione cellulare, le relazioni acquose ed il movimento degli ormoni. Il boro deve essere disponibile per tutta la vita della pianta. Non \u00e8 traslocato ed \u00e8 facilmente dilavato dai suoli. Carenza di boro uccide le gemme terminali, lasciando un effetto rosetta sulla pianta. Le foglie sono spesse, arricciate e fragili. I frutti, tuberi e radici sono discolorati, crepati e chiazzati da macchie brune.<\/p>\n<p><strong>ZINCO<\/strong>: \u00e8 un componente degli enzimi o un cofattore funzionale di un largo numero di enzimi, comprese le auxine ( ormoni della crescita delle piante).E&#8217; essenziale al metabolismo dei carboidrati, sintesi proteica ed allungamemto internodale ( crescita del fusto). Piante con carenza di zinco hanno foglie variegate con aree irregolari clorotiche. La carenza di zinco porta deficienza di ferro, causando sintomi simili. Deficienza di zinco avviene in suoli erosi ed \u00e8 meno disponibile ad un range di pH tra 5.5 e 7.0. Un abbassamento del pH pu\u00f2 rendere lo zinco pi\u00f9 disponibile fino al punto di tossicit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>RAME<\/strong>: \u00e8 concentrato nelle radici delle piante e gioca una parte nel metabolismo azotato. E&#8217; un componente di molti enzimi e pu\u00f2 essere parte dei sistemi enzimatici che usano carboidrati e proteine. Carenze di rame causano appassimento delle punte dei germogli, e le foglie terminali sviluppano macchie marroni. Il rame \u00e8 legato saldamente nel materiale organico e pu\u00f2 essere deficiente in suoli altamente organici. Non \u00e8 facilmente perso dal suolo ma spesso pu\u00f2 essere non disponibile. Troppo rame pu\u00f2 causare tossicit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>MOLIBDENO<\/strong>: \u00e8 un componete strutturale degli enzimi che riducono i nitrati ad ammonio. Senza di esso, la sintesi delle proteine \u00e8 bloccata e la crescita della pianta cessa. Anche i batteri del nodulo delle radici ( fissatori di azoto) lo richiedono. I semi possono non formarsi completamente, e deficienza di nitrogeno pu\u00f2 avvenire se vi \u00e8 mancanza di molibdeno. Segni di deficienza sono foglie verde pallido con margini arrotolati o concavi.<\/p>\n<p><strong>CLORO<\/strong>: \u00e8 coinvolto nell&#8217;osmosi ( movimento di acqua o soluti nelle cellule), la bilancia ionica necessaria alle piante per captare elementi minerali, e nella fotosintesi. Sintomi di mancanza di cloro includono avvizzimento, radici tozze, clorosi ( ingiallimento) e tendenza al color bronzo. In alcune piante possono essere diminuiti gli odori. Il cloruro, la forma ionica del cloro usata dalle piante, \u00e8 di solito trovato in forma solubile ed \u00e8 perso dal dilavamento. Alcune piante possono mostrare segni di tossicit\u00e0 se i livelli sono troppo alti.<\/p>\n<p><strong>NICKEL<\/strong>: ha recentemente conseguito lo stato di elemento traccia essenziale per le piante, in accordoalle ricerche dell&#8217;Agricultural Research Service Plant, Soil and Nutrition Laboratory di Ithaca, NY. E&#8217; richiesto dall&#8217;enzima ureasi, che degrada l&#8217;urea fino a liberare azoto in una forma usabile dalle piante. Il nickel \u00e8 richiesto per l&#8217;assorbimento del ferro. I semi richiedono nickel per germinare. Le piante cresciute senza aggiunta di nickel raggiungono gradualmente il livello di deficienza al tempo in cui maturano ed iniziano la crescita riproduttiva. Se il il nickel \u00e8 deficiente le piante possono fallire nel produrre semi vitali.<\/p>\n<p><strong>SODIO<\/strong>: \u00e8 coinvolto nell&#8217;osmosi ( movimento d&#8217;acua) e nella bilancia ionica nelle piante.<\/p>\n<p><strong>COBALTO<\/strong>: \u00e8 richiesto per la fissazione azotata nei legumi e nei nodi radicali dei non legumi. La domanda di cobalto \u00e8 pi\u00f9 alta per la fissazione di azoto che per la nutrizione di ammonio. Livelli di deficienza possono risultare in sintomi di deficienza di azoto.<\/p>\n<p><strong>SILICIO<\/strong>: si trova come componente delle pareti cellulari. Piante con rifornimento di silicio solubile producono pareti cellulari pi\u00f9 forti e resistenti, costituendo queste una barriera meccanica agli insetti pungenti e succhianti. Questo aumenta in modo significativo la tolleranza al calore ed all&#8217;asciutto della pianta. Spray foliari di silicio hanno anche mostrato un benefico, riducendo la popolazione di afidi su culture in campo. Tests hanno anche trovato che il silico pu\u00f2 essere depositato dalla pianta nel sito di infezione da funghi per combattere la penetrazione della parete cellulare da parte del fungo attaccante. Per effetto del silicio le foglie stanno pi\u00f9 erette, aumenta la forza dello stelo, e previene la carenza di ferro e la tossicit\u00e0 da manganese. Il silicio non \u00e8 stato determinato come essenziale per tutte le piante, ma pu\u00f2 essere benefico per molte.<\/p>\n<p>Nella coltivazione delle orchidee usiamo spesso i fertilizzanti, nella speranza di ottenere piante pi\u00f9 rigogliose e con una fioritura pi\u00f9 abbondante. Ma talora non sappiamo neppure cosa sia un fertilizzante o se sia davvero utile fertilizzare.<br \/>\nQuasi sempre, poi, non sappiamo neppure la reale ed effettiva composizione del fertilizzante che stiamo usando&#8230;.<\/p>\n<p>I fertilizzanti commerciali hanno una sigla (N.K.P.) per molti di noi misteriosa e, come vedremo sotto, molto ingannevole&#8230;..<\/p>\n<p>Un&#8217;anticipazione: evitate, se possibile, l&#8217;uso di fertilizzanti contenenti urea.<br \/>\nPerch\u00e8?<br \/>\nPerch\u00e8 l&#8217;urea necessita di un lungo processo di metabolizzazione per essere disponibile e noi di solito usiamo un substrato molto aperto e drenante, per cui, quando bagnamo, dilaviamo il substrato e laviamo via i residui delle vecchie concimazioni; inoltre rinvasiamo le orchidee piuttosto spesso, almeno una volta all&#8217;anno, per cui buttiamo via il substrato che contiene gli eventuali residui di urea.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Altro consiglio: le piante hanno bisogno estremo di magnesio. Un modo per fornire magnesio \u00e8 quello di usare un po&#8217; di <strong>solfato di magnesio<\/strong>. S\u00ec, il banale sale amaro. O sale di Epsom, per gli inglesi.<br \/>\nN.B. Un cucchiaino da th\u00e8 su 3 litri d&#8217;acqua sembra elimini anche l&#8217;eccesso di sali depositati nei vasi!.<\/p>\n<p>Allora, nell&#8217;articolo di Dorothy Morgan abbiamo analizzato i bisogni nutrizionali delle piante, distinguendo tra gli elementi essenziali e quelli benefici. Abbiamo perci\u00f2 visto le funzioni di ogni singolo macro e micro elemento. <strong>Le nostre piante captano il <em>carbonio<\/em>, l&#8217;<em>idrogeno <\/em>e l&#8217;<em>ossigeno <\/em>dall&#8217;aria, mentre ricavano i sei macroelementi principali ( <em>azoto<\/em>, <em>fosforo<\/em>, <em>potassio<\/em>, <em>calcio<\/em>, <em>magnesio<\/em> e <em>zolfo<\/em>) dal substrato di coltura o dall&#8217;acqua di irrigazione.<\/strong> Assodato quindi che le orchidee hanno bisogno di N, P, K, S, Mg e Ca, oltre che di tracce di microelementi come ferro, manganese, boro, molibdeno, rame, etc, dobbiamo ora prendere in considerazione da dove esse possano captare questi elementi, cio\u00e8 il substrato e l&#8217;acqua usati nella cultura. Qui sta&#8217; la differenza con la coltivazione di altri fiori o piante, che vengono coltivate in terra. Nella coltivazione delle orchidee di solito si usa il bark, che per\u00f2 non \u00e8 mai completo di tutti gli elementi minerali come lo \u00e8 invece la terra usata per coltivare gli altri fiori. Il bark, degradandosi, cede qualche minerale, sostanzialmente azoto, ma non fornisce tutti gli elementi necessari e tanto meno li fornisce nelle dovute proporzioni. Se poi usiamo altri substrati, tipo perlite, lava, lana di roccia questi, essendo inerti, non forniscono in pratica alcun minerale alle piante. Ovviamente possiamo rimediare a ci\u00f2 aggiungendo al substrato alcuni materiali organici tipo letame, terriccio di bosco, foglie secche, sfagno, etc.<br \/>\nMa vi \u00e8 poi un&#8217;altro fattore da tenere in considerazione: le radici delle orchidee necessitano di elevato scambio di aria, per cui il coltivatore di orchidee rinvasa molto spesso, al fine di evitare che questi substrati organici con la loro degradazione rendano asfittiche le radici, provocandone la morte; cambiare questo substrato in iniziale decomposizione con uno nuovo, per\u00f2, significa togliere alla pianta una fonte preziosa di minerali, quei minerali cio\u00e8 che si stavano formando con la decomposizione del substrato e che sarebbero stati disponibili per la pianta. <em><br \/>\nIn pratica il coltivatore di orchidee tende ad usare un substrato che quasi quasi lo avvicina alla cultura idroponica.<br \/>\n<\/em>Questo ci impone di fornire dall&#8217;esterno gli elementi nutritivi per ottenere una crescita ottimale e bilanciata; e ci\u00f2 ci porta a parlare dell&#8217;acqua di irrigazione. Spesso l&#8217;acqua a disposizione \u00e8 cattiva, inquinata o troppo mineralizzata; in questo caso non ci resta che usare acqua piovana o acqua ottenuta con osmosi inversa. In entrambi questi ultimi casi si tratta di ottima acqua, senza per\u00f2 alcun sale minerale! se quindi contemporaneamente usassimo un substrato inerte ( lana di roccia, perlite, lava, polistirolo, etc) le piante non avrebbero addirittura nessun tipo di nutrimento!! In questo caso sarebbe quindi assolutamente indispensabile ricorrere a fertirrigazioni. La normale acqua dell&#8217;acquedotto invece bene o male qualche macro e microelemento lo contiene, per cui la fertilizzazione \u00e8 meno impellente, in particolare se usiamo un p\u00f2 di substrati organici. Ma \u00e8 sempre utile, se usata con giudizio.<\/p>\n<p>In commercio troviamo un&#8217;infinit\u00e0 di fertilizzanti, il cui contenuto \u00e8 espresso come <strong>N.P.K.<\/strong>, cio\u00e8 in <strong><em>azoto<\/em><\/strong>, <strong><em>fosforo<\/em><\/strong> e <strong><em>potassio<\/em><\/strong>. Per capire quale fa&#8217; al nostro caso dobbiamo per\u00f2 prima analizzare bene le nostre condizioni di coltura.<\/p>\n<p>Bisogna cio\u00e8 analizzare due parametri:<\/p>\n<ol>\n<li>il<strong><em> tipo di substrato<\/em><\/strong> usato, che pu\u00f2 essere:<br \/>\n<em>-inorganico<\/em> ( perlite, lana di roccia, lava, sabbia, etc)<br \/>\n<em>-organic<\/em>o ( bark, letame, sfagno, torba, foglie di faggio, etc)<br \/>\n<em>-un misto di organico ed inorganico<\/em>2. la <strong><em>quantit\u00e0 di sali minerali<\/em><\/strong> presenti nell&#8217;acqua usata.<br \/>\nQuest&#8217;acqua pu\u00f2 essere:<em>-senza minerali<\/em>:<br \/>\nacqua piovana, con conducibilit\u00e0 fino a 10 microSiemens<br \/>\nacqua da osmosi inversa, anch&#8217;essa senza sali minerali<\/p>\n<p><em>-con minerali<\/em>:<br \/>\nin dosi modeste, ritenuta di norma acqua di buona qualit\u00e0, con conducibilit\u00e0 fino a 200- 300 microSiemens<br \/>\nin dosi elevate, ritenuta di norma acqua di cattiva qualit\u00e0, spesso molto calcarea, con elevata conducibilit\u00e0<\/li>\n<\/ol>\n<p>Determinato ci\u00f2, possiamo passare alla ricerca del nostro fertilizzante ideale, che deve tenere conto dei due parametri visti sopra, in modo da fornire alla pianta tutti i minerali necessari ad integrazione dell&#8217;accoppiata substrato-acqua.<\/p>\n<p>Sarebbe quindi opportuno determinare la conducibilit\u00e0 elettrica dell&#8217;acqua che usiamo o, in alternativa, farsi dare un&#8217;analisi dal fornitore, se si tratta di acqua derivata dall&#8217;acquedotto.<\/p>\n<p>Come detto prima, il contenuto dei fertilizzanti in commercio \u00e8 espresso in N.P.K., in base al loro contenuto in <em>azoto<\/em> (<strong>N<\/strong>), <em>fosforo<\/em> (<strong>P<\/strong>) e <em>potassio<\/em> (<strong>K<\/strong>), che sono i tre macroelementi principali.<\/p>\n<p><strong><em>Ma qui viene la prima sorpresa!!!<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Quando noi usiamo un fertilizzante, ad es. un 20-20-20, pensiamo che questo fertilizzante contenga il 20% di azoto, il 20% di fosforo ed il 20% di potassio.<\/p>\n<p><strong><em>Errore!!<\/em><\/strong><\/p>\n<table style=\"height: 315px;\" width=\"468\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>Questo fertilizzante contiene s\u00ec il 20% di azoto, ma <strong><em>non <\/em><\/strong>il 20% di fosforo <strong><em>n\u00e8<\/em><\/strong> il 20 % di potassio!!!!<\/p>\n<p>in realt\u00e0 contiene il 20% espresso come acido fosforico (P2O5) ed il 20% espresso come ossido di potassio ( K2O)<\/p>\n<p>ma ovviamente gli ossidi NON sono i singoli elementi&#8230;<\/p>\n<p>quindi il <strong><em>vero<\/em><\/strong> rapporto <strong>N.P.K.<\/strong> \u00e8 <strong><em>20-8.6-16.6<\/em> <\/strong>e non <strong><em>20-20-20 <\/em><\/strong>come riportato sulla confezione !!!!<\/p>\n<p>altro che bilanciato&#8230;&#8230;<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><strong>Ci\u00f2 \u00e8 decisamente assurdo!&#8230;.. e, secondo il mio modesto parere, truffaldino!!!<\/strong><\/p>\n<p>Questo significa che il rapporto tra N.P.K. non \u00e8 quello che la formula sul pacchetto del fertilizzante ci vuol far credere, ma molto diversa, in cui P e K sono molto meno di quello dichiarato.<\/p>\n<p>Purtroppo il modo onesto di indicare i macrolelementi come percentuale reale dell&#8217;elemento \u00e8 obbligatorio solo in Australia, Nuova Zelanda e, in Europa, nei paesi nordici ed Irlanda. Nel resto del mondo, Italia compresa, si indicano in quel modo truffaldino visto prima. Chiss\u00e0 poi perch\u00e8&#8230;<\/p>\n<p>Per chiarire quanto esposto, faccio un esempio:<\/p>\n<table style=\"height: 177px;\" width=\"463\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><em>Lo stesso identico prodotto della stessa ditta in Europa viene venduto come <strong>NPK 18 +6+12<\/strong> ( ma P e K sono ossidi ), mentre in <\/em><\/p>\n<p><em>Australia viene venduto come <strong>NPK 18+2,6+10<\/strong>; \u00e8 evidente che qui da noi ci si vuol far credere che ci sia il 6% di fosforo,<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0mentre in realt\u00e0 ce n&#8217;\u00e8 solo il 2,6%, e il 12% di potassio, mentre ce n&#8217;\u00e8 solo il 10%&#8230;.<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Se vuoi convertire facilmente i valori &#8220;italiani&#8221;, espressi in ossidi, nei <strong>veri<\/strong> valori degli elementi, usa questa semplice formula:<\/p>\n<table style=\"height: 91px;\" width=\"470\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>moltiplica il fosforo P ( che \u00e8 espresso come P2O5) x 0,43<\/p>\n<p>moltiplica il potassio K ( che \u00e8 espresso come K2O) x 0,83<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Sempre a titolo di esempio proviamo ad analizzare dal punti di vista chimico e molecolare una sostanza chimica, alla base dei pi\u00f9 diffusi fertilizzanti.<\/p>\n<p><strong><em>Ammonio fosfato monobasico<\/em><\/strong>, NH4 H2 PO4; esso ha peso molecolare 115;<\/p>\n<p>se lo indichiamo come percentuale assoluta in NPK ne deriva: N.P.K. : 12. 27. 0<\/p>\n<p>se invece lo indichiamo come ossido P2O5 ( come fanno i &#8220;nostri&#8221; produttori di concimi) la stessa formula risulta cos\u00ec espressa:<br \/>\nN P(come P2O5) K : 12. 62. 0<\/p>\n<p>cio\u00e8 sul pacchetto i nostri produttori scriverebbero NPK 12.62.0 invece di 12.27.0&#8230; quindi il P dal 27% si \u00e8 stato &#8220;trasformato&#8221; in 62% !! chiaro???<\/p>\n<p><strong><em>Ricordati quindi che tutte le formulazioni in commercio in Italia, adottando quest&#8217;ultimo sistema, esprimono una percentuale in P e K che \u00e8 inferiore al vero contenuto in P e K !!!!!!!<br \/>\nRicordalo bene&#8230;.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>In commercio esistono tantissimi fertilizzanti, alcuni venduti come specifici per orchidea. Non so su che base le ditte produttrici facciano per\u00f2 questa affermazione. Per quale orchidea, innanzitutto? forse che i Paphiopedilum vogliono la stessa fertilizzazione delle Cattleya o dei Cymbidium? e poi in base a che criterio si stabilisce che una formulazione \u00e8 migliore di un&#8217;altra? una dimostrazione di quanto in realt\u00e0 le ditte produttrici conoscano poco le orchidee ed il loro modo di coltivazione \u00e8 il fatto che la maggior parte dei fertilizzanti venduti &#8220;per orchidee&#8221; contengano urea. Infatti l&#8217;urea, CH4 N2O, come \u00e8 noto, contiene l&#8217;azoto in una formulazione che non lo rende immediatamente disponibile per la pianta. Essa cio\u00e8 deve essere scissa da un&#8217;enzima, detto ureasi, che rende l&#8217;azoto N disponibile alla pianta; l&#8217;ureasi \u00e8 prodotta da alcuni batteri presenti nel suolo ( e il suolo non \u00e8 propriamente ci\u00f2 che noi usiamo come substrato&#8230;). Ma questo \u00e8 un processo lungo, troppo lungo per chi come noi rinvasa le piante spesso, per cui con il vecchio substrato noi buttiama via anche l&#8217;urea delle vecchie fertilizzazioni, non ancora metabolizzata. Ci\u00f2 significa che se noi usiamo un fertilizzante che contiene urea, in realt\u00e0 dobbiamo calcolare che forniamo molto meno azoto di quello che pensiamo, in quanto dobbiamo sottrarre all&#8217;N totale una buona parte dell&#8217;azoto ureico. Ad esempio il classico Peters 18-18-18 Orchid special (&#8230;special?!! boh&#8230;.), contiene il 18% di azoto, di cui ben il 9.1% da urea, il 5.4% da azoto nitrico ed il 3.5% da azoto ammoniacale. In realt\u00e0, visto che le piante non riescono ad utilizzare subito l&#8217;urea, questo concime diventa per noi orchidofili in pratica un 9-18-18&#8230;&#8230; Buffo, no??<br \/>\nParimenti il Peters 20-20-20, contenendo il 10.4 di urea, diventa un 9,6-20-20 ed il 30.10.10 contenendo il 24,7% di urea, diventa un 5.3-10-10&#8230;<br \/>\nInoltre questi due famossissimi concimi con il calcolo degli ossidi visto prima diventano addirittura: il primo,togliendo l&#8217;urea, un 9,6-8,6-16,6 ( invece di un 20-20-20) ed il secondo un 5,3-4,3-8,3 (invece di un 30-10-10).<\/p>\n<p><em>Attenzione quindi a non farsi ingannare dalle etichette dei produttori!!!!!!<\/em><\/p>\n<p>Altro inconveniente che provoca l&#8217;urea \u00e8 che, essendo sostanza organica, non \u00e8 misurabile con il conduttimetro, per cui chi usa questo eccellente metodo per dosare i fertilizzanti legge dati sottostimati se usa fertilizzanti con urea.<\/p>\n<p>Secondo molti coltivatori americani il pregio dei famosi fertilizzanti Dyna-Gro sta&#8217; proprio nel fatto che sono privi di urea&#8230;..<\/p>\n<p><strong>La soluzione?<\/strong><\/p>\n<p><em>Basta prepararsi i fertilizzanti in casa!!! <\/em><\/p>\n<p>Occorrono solo alcuni principi attivi, in particolare il <em>potassio nitrato <\/em>ed il <em>fosfato di potassio<\/em> ( che costituiscono ad esempio l&#8217;eccellente <em>Peters Hydro-sol<\/em>, ottimo per idrocoltura, e quindi molto valido anche per i nostri substrati quasi inerti&#8230;). HYDRO-SOL \u00e8 un 5-4.8-21.6 ( <em>attenzione per\u00f2<\/em>: da noi viene venduto come un 5-11-26 !!)<\/p>\n<p><em>Vuoi quindi provare a farti un fertilizzante in casa??<\/em><\/p>\n<p>come?<\/p>\n<p>esaminiamo allora le sostanze presenti nell&#8217;Hydrosol:<\/p>\n<table style=\"height: 76px;\" width=\"470\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><em>Potassio nitrato<\/em> : KNO3, p.m. 101 &#8211; NPK:14. 0. 47<\/p>\n<p><em>Potassio Fosfato mono<\/em>: KH2 PO4, p.m. 136 &#8211; NPK: 0. 52. 34<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><strong><em>se mescoliamo 10 gr di KNO3 e 10 gr di KH2 PO4 avremo 20 gr di fertilizzante contenente NPK nel rapporto di 7 &#8211; 26 &#8211; 40. Aumentando uno o l&#8217;altro dei due componenti varieremo anche i rapporti di NPK a nostro piacimento.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Altra sostanza interessante \u00e8 il <strong><em>Nitrato d&#8217;ammonio<\/em><\/strong>, NH4 NO3, p.m. 80, ( 35-0-0 ). Esso contiene l&#8217;azoto nelle due forme, ammoniacale ( NH4) e nitrica ( NO3). Poich\u00e9 sembra che le piante utilizzino entrambe queste due forme azotate, il nitrato d&#8217;ammonio \u00e8 un ottimo fertilizzante, utile in particolare quando si vuol fornire molto azoto.<\/p>\n<p>In definitiva, analizzando le varie formule della Peters e di altre case, possiamo notare che queste ditte utilizzano le seguenti sostanze:<\/p>\n<p><em>Nitrato di potassio<\/em> (14-0-47), <em>Potassio fosfato mono<\/em> ( 0-52-34), <em>Potassio fosfato bibasico<\/em> ( 0-54-41), <em>Ammonio fosfato<\/em> ( 12-62-0), <em>urea<\/em> (sconsigliabile, come visto prima), A<em>mmonio solfato <\/em>( 21-0-0) ed <em>Ammonio nitrato<\/em> ( 35-0-0).<br \/>\nA seconda di quelle sostanze che riusciamo a procurarci e perdendo qualche minuto in calcoli chimici, possiamo fabbricarci in casa un buon fertilizzante su misura, e contenente NPK in concentrazione variabile a seconda della stagione, delle nostre esigenze e delle nostre idee.<br \/>\nPossiamo cio\u00e8 variare a piacere i rapporti tra N, P e K.<\/p>\n<p>Tornando all&#8217;uso dei fertilizzanti, sui testi di coltivazione e su molti siti web ( che di norma ripetono e copiano in modo acritico quello che \u00e8 stato scritto da altre parti) si trovano alcune affermazioni, che troppo spesso sanno di luogo comune o, peggio ancora, di &#8220;leggenda metropolitana&#8221;, non supportate cio\u00e8 da studi scientifici.<\/p>\n<p>Vediamo alcuni di questi luoghi comuni:<\/p>\n<p>1. si dice che chi coltiva in bark deve usare la formulazione 30.10.10, basandosi sull&#8217;idea che i batteri e funghi, che degradano il bark, sottraggano prezioso azoto alla pianta. Da qui il consiglio di usare il 30.10.10 per supplire a questo furto. In realt\u00e0 cos\u00ec facendo noi nutriamo ben bene questi microrganismi, con il risultato di degradare molto pi\u00f9 rapidamente il bark. Se poi pensiamo che tutte queste formulazioni commerciali contengono l&#8217;azoto sotto forma di urea, ci rendiamo conto che si tratta di un consiglio quantomeno &#8220;sballato&#8221;&#8230;<\/p>\n<p>2. si legge di usare in primavera il 30.10.10, poi verso l&#8217;estate di passare al bilanciato 20.20.20 e poi in autunno al blossom booster ( induttore di fioritura ), cio\u00e8 al 10-30-20. <em><br \/>\nIn realt\u00e0 non c&#8217;\u00e8 nessuno studio scientifico a supporto di queste affermazioni.<\/em><br \/>\nTutt&#8217;altro&#8230; ci sono stati studi che hanno contraddetto queste affermazioni!!<br \/>\nLe piante assorbono quello che a loro serve, NON quello che a tutti i costi gli propiniamo noi!!<\/p>\n<p>A mio giudizio quindi un buon concime idrosolubile e senza urea pu\u00f2 essere usato tutto l&#8217;anno; sar\u00e0 la pianta infatti ad assorbire le sostanze nelle quantit\u00e0 necessarie ed utili in quel momento. E&#8217; probabile che i fertilizzanti commerciali contengano troppo fosforo (P), che \u00e8 utile soprattutto nei terricci per floricoltura, ma serve molto a poco nei nostri substrati. Se poi sei convinto che sia utile modificare i rapporti tra N.P.K. nelle varie stagioni, puoi integrare questo concime idrosolubile con del nitrato di calcio o altri elementi che ritieni utili.<br \/>\nPer quel che concerne il ritmo delle fertilizzazioni, mi sembra logico usare il fertilizzante continuativamente ma a concentrazioni diluite. Non ha senso usare una botta di fertilizzante ogni tanto, in quanto il nostro substrato di cultura \u00e8 sempre molto drenante, per cui il fertilizzante viene perso in gran parte subito dal vaso. Inoltre non \u00e8 logico sottoporre la pianta ad un&#8217;indigestione saltuaria e mantenerla a &#8220;digiuno&#8221; per il resto del tempo.<br \/>\nAnche noi mangiamo tutti i giorni, non una volta al mese!!.<\/p>\n<p>Per calcolare quanto fertilizzante stiamo dando alle piante, si possono utilizzare due metodi:<\/p>\n<p>1. usare un conduttimetro. Si tratta di un&#8217;ottima spesa, in quanto questo piccolo strumento a pile ci permette di sapere, pur con una certa approssimazione, quanti ioni stiamo dando alle nostre piante. Ovviamente i dati del conduttimetro tengono conto solo della conducibilit\u00e0 elettrica dei sali disciolti nell&#8217;acqua sotto forma di ioni mobili, e non ci danno un&#8217;indicazione qualitativa di essi; inoltre non misura i sali organici, per cui l&#8217;urea, la solita terribile urea, non viene rilevata dallo strumento!! Dal punto di vista pratico, misuriamo con il conduttimetro l&#8217;acqua di base, poi aggiungiamo i fertilizzanti fino ad ottenere il valore cercato. A seconda delle necessit\u00e0 e dei periodi possiamo ritenere ottimale portare la conducibilit\u00e0 a 300-400 microsiemens. Se vogliamo spingere la pianta, possiamo arrivare anche a 600-800 microsiemens.<\/p>\n<p>2. Esiste anche un modo economico e semplice per calcolare la quantit\u00e0 di fertilizzanti presente nella nostra soluzione: si tratta di esprimere i sali minerali come ppm, cio\u00e8 parti per milione, cio\u00e8 0.001 grammi per litro di acqua.<\/p>\n<p>Una semplice formula per calcolare la ppm \u00e8 la seguente:<\/p>\n<p><strong>dose in grammi del fertilizzante x percentuale del macroelemento\/100\/volume di acqua\/0.001<\/strong><\/p>\n<p>Per esempio, utilizzando 5 grammi di un fertilizzante 20-20-20 in 10 litri d&#8217;acqua, il calcolo dell&#8217;azoto (N) come ppm \u00e8:<br \/>\n5 x 20\/100\/10\/0.001= 100 ppm.<br \/>\nLo stesso vale per il P e K ma devi prima fare la conversione da ossidi ad elementi, come ho scritto sopra, per avere i veri valori in P e K.<br \/>\nRitengo che usare 100-150 ppm di N ad ogni irrigazione nei mesi di sviluppo vegetativo sia molto utile, anche se so di grandi coltivatori stranieri che usano costantemente 200-250 ppm di N con saltuarie pompate a 400 ppm.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 una relazione diretta tra ppm e microsiemens, anche se approssimativamente possiamo farle coincidere.<br \/>\nA titolo di esempio riporto la relazione tra ppm e microsiemens di alcune sostanze:<\/p>\n<p>1 ppm = microsiemes\/cm<br \/>\nPotassio nitrato KNO3: 1.1<br \/>\nPotassio fosfato mono: 0.6<br \/>\npotassio fosfato bibasico: 1.04<br \/>\nurea: 0<br \/>\nsolfato di magnesio: 0.8<br \/>\nPotassio solfato: 1.2<\/p>\n<p>Poich\u00e9 l&#8217;elemento principale delle nostre fertilizzazioni \u00e8 l&#8217;azoto, quando usiamo un fertilizzante commerciale NPK ci conviene calcolare solo l&#8217;azoto come ppm e quindi dosiamo il fertilizzante su questo parametro; fosforo e potassio verranno a ruota. Quindi di norma, a seconda delle nostre necessit\u00e0, useremo l&#8217;azoto da 100 a 200 ppm. Ovviamente nei periodi di maggior sviluppo vegetativo, se lo riteniamo utile, possiamo aumentare questo valore, e ridurlo in inverno, periodo di scarsa crescita vegetativa.<\/p>\n<p><strong>Ricordo anche l&#8217;estrema importanza di mantenere una stretta relazione tra luce, temperatura e fertilizzazioni.<\/strong><\/p>\n<p>Questi parametri devono essere <strong><em>sempre<\/em><\/strong> bilanciati tra loro. Ad un&#8217;aumento della luce, cio\u00e8, deve corrispondere un aumento della temperatura ed un aumento della fertilizzazione. Guai a forzare le piante con troppo azoto quando \u00e8 inverno: siccome c&#8217;\u00e8 poca luce e fa&#8217; freddo la pianta svilupperebbe getti e foglie molli e deboli, facilmente attaccabili da insetti e malattie.<\/p>\n<p><em>Per ricapitolare, puoi farti quindi un buon fertilizzante in casa usando alcune delle sostanze che ho segnalato prima.<\/em>Infine, non scordare che le piante necessitano assolutamente di <strong><em>magnesio<\/em><\/strong> (Mg), che sta&#8217; alle piante come il ferro sta&#8217; a noi. Poich\u00e8 molti concimi commerciali non contengono magnesio o ne contengono troppo poco, ritengo possa essere utile aggiungere del <strong><em>solfato di magnesio<\/em><\/strong> ( sale inglese o di Epson) al nostro regime di fertilizzazioni.<\/p>\n<p><em><br \/>\nSe invece preferisci un fertilizzante commerciale, ritengo che il <\/em><em>Peters Hydrosol<\/em><em> sia eccellente a tutti gli effetti, in quanto completo, senza urea ed idrosolubile. Pu\u00f2 essere usato benissimo anche per via foliare. <\/em><\/p>\n<p><em>Secondo me \u00e8 per\u00f2 utile una sua integrazione con <\/em><em>calcio nitrato<\/em><em> (CaNO3) e <\/em><em>solfato di magnesio<\/em><em>.<\/em><\/p>\n<p><strong><em>Peters hydrosol<\/em><\/strong><em> \u00e8 in verit\u00e0 un 5-4.8-21.6 Siccome l&#8217;N potrebbe essere poco, possiamo aggiungerci a nostro piacimento del <strong>Calcio nitrato<\/strong>, aumentandolo o diminuendolo in base alle nostre esigenze. Si pu\u00f2 anche aggiungere il <strong>potassio nitrato<\/strong> (12+0+35.7) se si vuole aumentare contemporaneamente azoto e potassio.<\/em><\/p>\n<p><em>Se, per es., a 1,2 gr\/litro di <\/em>Hydrosol<em> aggiungiamo 1,1 gr\/litro di <\/em>calcio nitrato<em> otteniamo un fertilizzante che fornisce, come ppm, N 165 P 57 K 259 Mg 36 Ca 150 <\/em><\/p>\n<p><em>il calcio nitrato va per\u00f2 preparato in una tanica separata dall&#8217;hydrosol e aggiunto alla soluzione finale solo dopo che gli altri elementi si sono ben sciolti, per evitare problemi di precipitazione di fosfati e solfati di calcio.<\/em><\/p>\n<p><em>La sequenza ottimale quindi \u00e8:<\/em><\/p>\n<table style=\"height: 78px;\" width=\"436\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><strong><em>Aggiungere all&#8217;acqua di irrigazione <\/em><\/strong><strong>prima <em>l&#8217;hydrosol, <\/em>poi<em> il magnesio solfato e<\/em> infine<em> il calcio nitrato.<\/em><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><strong><em>Un rapporto consigliabile tra queste sostanze \u00e8 5:2:4<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Finora abbiamo parlato di fertilizzanti chimici. Un&#8217;ottima ed efficace alternativa a questi elementi chimici \u00e8 usare un concime organico, ad esempio guano o letame. Ottimi risultati li ho avuti usando del t\u00e8 di letame ( o di guano), mettendo cio\u00e8 del letame in acqua ed utilizzando il brodo risultante. A parte l&#8217;odore, i risultati sono ottimi. Alcuni tra i migliori coltivatori americani usano come fertilizzante solo t\u00e8 di letame. I letami sono diversi tra loro come contenuto in azoto; io ritengo che il guano, cio\u00e8 letame di uccelli molto stagionato, sia utile e sicuro; sconsiglio la pollina, cio\u00e8 il letame fresco di pollo, che brucia invece le radici. Si pu\u00f2 fare questo t\u00e8 per\u00f2 con quasi altro letame.<\/p>\n<table style=\"height: 315px;\" width=\"456\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><em>letame<\/em><\/td>\n<td>N azoto %<\/td>\n<td>P fosforo %<\/td>\n<td>K potassio %<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>pollo<\/td>\n<td>30<\/td>\n<td>14<\/td>\n<td>7<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>mucca<\/td>\n<td>10<\/td>\n<td>3<\/td>\n<td>8<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>cavallo<\/td>\n<td>15<\/td>\n<td>5<\/td>\n<td>13<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_266\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"266\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.ortopiccante.it\/site\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-top-bottom-right\"><a href=\"https:\/\/www.ortopiccante.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/266?print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.ortopiccante.it\/site\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png\" alt=\"image_pdf\" title=\"Visualizza PDF\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/www.ortopiccante.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/266?print=print\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-print\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.ortopiccante.it\/site\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/print.png\" alt=\"image_print\" title=\"Stampa contenuto\" \/><\/a><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Tratto dal libro \u201cIl mondo delle orchidee\u201d di Dorothy Morgan nozioni importanti per tutte le piante e concetti base di fertilizzazione. 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